Autore HOMA + Giorgio Aeberli ||| Committente Pubblico ||| Fotografia Giorgio Marafioti ||| Progetto 2022 ||| Realizzazione 2023
Autore HOMA + Giorgio Aeberli ||| Committente Pubblico ||| Fotografia Giorgio Marafioti ||| Progetto 2022 ||| Realizzazione 2023
Autore HOMA ||| Committente Privato ||| Progetto 2023
“Trois fois rien.”
L’idea di progetto per l’edificio che ospita il Ristorante la Funicolare è quella di recuperare un’identità, che l'edificio ha perso nel corso degli anni a seguito degli sfortunati interventi che si sono susseguiti lungo la sua centenaria storia. Non si tratta di un processo filologico per cercare di tornare agli splendori di un tempo, quanto piuttosto di approfittare di questo risanamento - reso necessario da problematiche strutturali - per scoprire una nuova dimensione che l’edificio potrà sviluppare sulle tracce dell’esistente.
Si tratta in buona sostanza di risananare energeticamete l’edificio con un nuovo involucro, intervenendo in maniera puntuale, con piccole rimozioni, piccole aggiunte, piccole modifiche, che ridaranno un volto, una nuova immagine, allo storico edificio. Un’architettura sobria, che ambisce alla dignità della rovina e che dovrà giocare un ruolo forzatamente di secondo piano rispetto all’architettura monumentale della Chiesa Madonna del Sasso, ma essere in grado al contempo di contribuire in maniera attiva alla sua valorizzazione.
Il progetto non verrà realizzato dal nostro studio d'architettura.
Autore HOMA ||| Committente Privato ||| Progetto 2014 ||| Realizzazione 2014 ||| Fotografo Giorgio Marafioti
Autore HOMA + Giorgio Aeberli ||| Committente Pubblico ||| Immagine Filippo Bolognese Images ||| Progetto 2022 ||| Realizzazione 2023
Autore HOMA ||| Ingegnere Ivan Jelmoni ||| Committente Privato ||| Progetto 2021 ||| Realizzazione 2021 ||| Fotografo Giorgio Marafioti
Autore HOMA + Mauro Malisia ||| Committente Pubblico ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Progetto 2022 ||| Concorso 4° PREMIO
Autore HOMA + Mauro Malisia ||| Committente Pubblico ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Progetto 2020 ||| Concorso 3° PREMIO
La città storica, la Stazione Ferroviaria, depositi, un’enorme distesa di binari. Questo è il contesto urbano nel quale cerca posto il nuovo edificio della scuola CPT. Apparentemente sembrerebbe sufficiente questo per la nascita di un progetto. Nel corso degli anni la topografia urbana ha scavato strade per oltrepassare il tracciato vincolante dei treni, quindi sottopassi, abbassamenti di strade e conseguente costruzione di muri di sostegno. Quello su via Livio, necessario per conservare un piano orizzontale a livello binari, oggi adibito a posteggi, crea un autentico fossato tra la città storica e gli spazi della stazione. Ciò che ne risulta è una strada funzionale e di transito, priva di qualsiasi connotazione urbana dalle qualità spaziali. Una rivalorizzazione urbana di questo spazio tra binari e città è un obiettivo a cui il progetto ambisce trovare una soluzione.
Autore HOMA ||| Committente Privato ||| Collaborazione Pellegri Beyeler + Partners ||| Progetto 2021
Autore HOMA ||| Committente Pubblico ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Progetto 2021 ||| Concorso
Lontano dal nucleo, oltre la città diffusa, che anche qui a Bignasco non risparmia la campagna, il centro ricreativo cerca un suo luogo, un suo modo di essere in un’area che nel corso del tempo diventerà polo per le attività pubbliche del Comune e si spera della valle.
Vi è la difficoltà di trovare un appoggio, un segno urbanistico, un aggancio. E così il centro riconosce nell’asse pedonale ciclabile nord-sud - che percorre Bignasco, la valle Maggia, sino ad approdare sul lago Maggiore e poi oltre - il percorso storico che ha solcato la valle e ha permesso i primi scambi tra i paesi e così per decenni. Percorso che con l’avvento della strada cantonale ha perso il suo ruolo, ma che può tornare ad essere spina dorsale degli spostamenti e che permette di conoscere la Valle Maggia attraverso la mobilità lenta, l’unico futuro certo. Con l’avvento della piscina vi è inoltre l’occasione di ripristinare l’orografia naturale del terreno, che l’artificioso “piatto” necessario a permettere le partite di pallone aveva falsato, e ripristinare la discesa naturale dalla cascata al fiume Maggia.
Autore HOMA + Mauro Malisia ||| Committente Pubblico ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Immagine Filippo Bolognese Images ||| Progetto 2020 ||| Concorso 3° PREMIO
Autore HOMA ||| Committente Pubblico ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Progetto 2020 ||| Concorso a invito 1° ACQUISTO
"Un edificio comincia sempre dalle sue fondazioni" - La citazione vuole porre l'accento sull'importanza del collocamento di un edificio e sulla volontà durante l'elaborazione del progetto di trovare la miglior soluzione possibile a costo di edificare al di fuori dell'area prevista a concorso. L'obbiettivo era di trovare un edificio che risolvesse il complesso programma e permettesse gli accessi alle diverse parti in un solo gesto, mettendo in relazione attraverso un percorso - passeggiata la parte a monte (la strada) con quella a valle (la ferrovia) e tutte le parti nevralgiche del nodo infrastrutturale di Verdasio. L'edificio si inserisce così nel contesto a valle del tracciato ferroviario della Centovallina e si sviluppa come collegamento verticale ed orizzontale tra le diverse parti, colmando il dislivello tra i due tracciati e permettendo con una passerella l'attraversamento di quello ferroviario. La posizione della stazione permette così il riordino del comparto a monte - altrimenti impossibile - per il tramite di un lungo "mur - épais" che contiene le risalite verticali al suo interno e che definisce la nuova area di posteggio ed accesso. La proposta elaborata permette di immaginare o perlomeno di riflettere ad un'eventuale eliminazione della stazione ferroviaria esistente - a dir poco sfortunata nella sua collocazione attuale - immaginando appunto che le funzioni allocate al suo interno vengano ottimizzate nel nuovo volume progettato.
Autore HOMA ||| Committente Privato ||| Progetto 2018
