Autore HOMA ||| Committente Privato ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Progetto 2020
Autore HOMA ||| Committente Privato ||| Collaborazione Pellegri Beyeler + Partners ||| Progetto 2021
Autore HOMA ||| Committente Pubblico ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Progetto 2021 ||| Concorso
Lontano dal nucleo, oltre la città diffusa, che anche qui a Bignasco non risparmia la campagna, il centro ricreativo cerca un suo luogo, un suo modo di essere in un’area che nel corso del tempo diventerà polo per le attività pubbliche del Comune e si spera della valle.
Vi è la difficoltà di trovare un appoggio, un segno urbanistico, un aggancio. E così il centro riconosce nell’asse pedonale ciclabile nord-sud - che percorre Bignasco, la valle Maggia, sino ad approdare sul lago Maggiore e poi oltre - il percorso storico che ha solcato la valle e ha permesso i primi scambi tra i paesi e così per decenni. Percorso che con l’avvento della strada cantonale ha perso il suo ruolo, ma che può tornare ad essere spina dorsale degli spostamenti e che permette di conoscere la Valle Maggia attraverso la mobilità lenta, l’unico futuro certo. Con l’avvento della piscina vi è inoltre l’occasione di ripristinare l’orografia naturale del terreno, che l’artificioso “piatto” necessario a permettere le partite di pallone aveva falsato, e ripristinare la discesa naturale dalla cascata al fiume Maggia.
Autore HOMA + Mauro Malisia ||| Committente Pubblico ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Immagine Filippo Bolognese Images ||| Progetto 2020 ||| Concorso 3° PREMIO
Autore HOMA ||| Committente Pubblico ||| Collaborazione Ivan Jelmoni ||| Progetto 2020 ||| Concorso a invito 1° ACQUISTO
"Un edificio comincia sempre dalle sue fondazioni" - La citazione vuole porre l'accento sull'importanza del collocamento di un edificio e sulla volontà durante l'elaborazione del progetto di trovare la miglior soluzione possibile a costo di edificare al di fuori dell'area prevista a concorso. L'obbiettivo era di trovare un edificio che risolvesse il complesso programma e permettesse gli accessi alle diverse parti in un solo gesto, mettendo in relazione attraverso un percorso - passeggiata la parte a monte (la strada) con quella a valle (la ferrovia) e tutte le parti nevralgiche del nodo infrastrutturale di Verdasio. L'edificio si inserisce così nel contesto a valle del tracciato ferroviario della Centovallina e si sviluppa come collegamento verticale ed orizzontale tra le diverse parti, colmando il dislivello tra i due tracciati e permettendo con una passerella l'attraversamento di quello ferroviario. La posizione della stazione permette così il riordino del comparto a monte - altrimenti impossibile - per il tramite di un lungo "mur - épais" che contiene le risalite verticali al suo interno e che definisce la nuova area di posteggio ed accesso. La proposta elaborata permette di immaginare o perlomeno di riflettere ad un'eventuale eliminazione della stazione ferroviaria esistente - a dir poco sfortunata nella sua collocazione attuale - immaginando appunto che le funzioni allocate al suo interno vengano ottimizzate nel nuovo volume progettato.
Autore HOMA ||| Committente Privato ||| Progetto 2018
